Imposte prima casa under 36: tra agevolazioni e incongruenze


Nonostante gli innegabili vantaggi del Decreto Sostegno Bis riguardanti la prima casa, da una lettura approfondita del testo emergono incongruenze evidenziate da Dove.it.


Il Decreto Sostegni Bis, che agevola gli under 36 nell’acquisto della prima casa, si è rivelato un’opportunità non indifferente per milioni di giovani italiani con un reddito ridotto.

Il provvedimento, infatti, prevede una serie di misure volte a favorire l’acquisto di un immobile per uso abitativo con agevolazioni su tasse e spese accessorie. 

Nonostante gli innegabili vantaggi, però, da una lettura approfondita del testo emergono numerose incongruenze che potrebbero scoraggiare le operazioni di compravendita a tali condizioni.

Un’analisi del Sole24ore ha individuato 7 punti in particolare, la maggior parte dei quali riguardano la tassazione e il versamento di alcune imposte di norma obbligatorie ma che, grazie al Decreto, possono essere eliminate.

Nel contesto immobiliare, la tassazione è un nodo delicato. Nelle operazioni di compravendita di un’immobile, infatti, bisogna sempre tenere in conto che sono previste delle tasse sulla vendita casa che devono essere sostenute dall’acquirente o dal venditore per non incorrere in sanzioni legali

A tal proposito, l’agenzia immobiliare Dove.it ha elaborato una guida completa ed esaustiva sull’argomento, fruibile gratuitamente sul portale online. È proprio grazie a questa guida che risulta chiara una delle principali incongruenze del Decreto Sostegni Bis, relativa al credito d’imposta per la vendita della prima casa. 

Secondo la legge, infatti, chi vende la prima casa per acquistarne un’altra entro un anno ha diritto a una detrazione sull’imposta di registro o dell’iva versata per il primo acquisto. 

Gli under 36 che si affidano al Decreto Sostegni, però, non possono usufruire di questa agevolazione perché il provvedimento azzera le imposte di registro, quella ipotecaria e quella catastale previste per l’acquisto della prima casa.

Per rimanere in tema di imposte, poi, il testo del Decreto non è chiaro su quelle azzerate o mantenute. Se, da un lato, è riportato a chiare lettere che le imposte di registro, ipotecaria e catastale vengono eliminate per i giovani che possono usufruire del bonus, dall’altro non è riportata alcuna informazione utile sulla sorte dell’imposta di bollo e delle tasse ipotecarie

Se queste dovessero essere versate in ogni caso, allora, corrisponderebbero a ben 320 euro per ogni atto.

Infine, continua a far storcere il naso il requisito secondo il quale è possibile usufruire delle agevolazioni solo se non si sono ancora compiuti 36 anni di età nel momento in cui si richiede il bonus. Di conseguenza, vengono esclusi da questa opportunità tutti i giovani che hanno già compiuto 36 anni.

Il tema, quindi, sembra essere più complesso del previsto. Per evitare di commettere errori, allora, l’ideale è affidarsi al supporto di professionisti competenti nel settore.

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