Decontribuzione Sud 2021 anche per il lavoro somministrato


Lo sgravio contributivo per le regioni del Mezzogiorno ha portato un significativo incremento dell’attivazione di contratti di lavoro tradizionali e tramite la forma della somministrazione.


Sta avendo un grande successo l’incentivo Decontribuzione Sud introdotto dallo scorso Decreto Agosto. Si tratta di un’agevolazione fiscale confermata fino al 2029 volta a favorire il mantenimento dell’occupazione e le nuove assunzioni nel Mezzogiorno. Più nello specifico, prevede uno sgravio del 30% che decresce nel tempo a vantaggio delle imprese che reclutano nuove risorse nelle aree del Paese più svantaggiate da un punto di vista occupazionale.

Possono beneficiare del “bonus Sud” anche i rapporti di lavoro in somministrazione, a patto che il lavoratore svolga le mansioni per cui è stato assunto in una delle otto regioni destinatarie dell’incentivo (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Come ha di recente chiarito una circolare INPS, non è invece necessario che l’agenzia somministratrice abbia sede nel Mezzogiorno. Al contrario, il beneficio non può essere riconosciuto qualora il somministratore sia localizzato nel Sud Italia, ma il lavoratore viene inviato in missione in una regione a cui non spetta l’incentivo.

Decontribuzione Sud per lavoro somministrato: come ottenerla

Gli imprenditori che avessero interesse a beneficiare della decontribuzione tramite lavoro somministrato possono trovare un partner di riferimento in Jobtech. La prima agenzia per il lavoro italiana a trazione 100% digitale si occupa della selezione di personale qualificato da inviare in missione presso un’azienda terza. La risorsa viene assunta direttamente da Jobtech, che si fa carico di tutti gli oneri burocratici, contrattuali e salariali connessi al rapporto di lavoro diretto.

A seconda delle esigenze del cliente, il contratto di somministrazione può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato. In entrambi i casi, agli utilizzatori viene garantita la massima flessibilità senza ledere i diritti dei lavoratori.

Grazie all’incentivo fiscale voluto dal precedente governo Conte, l’INPS ha fatto sapere che in soli sei mesi sono stati attivati quasi 600mila nuovi contratti di lavoro. Alla luce di questo boom di assunzioni, l’ex premier e oggi presidente del M5S ha affidato al suo profilo Twitter la proposta di estendere la misura decontributiva rendendola decennale.

Quello del lavoro nel Mezzogiorno è infatti un tema caldo, che merita la giusta dose di attenzione dopo la crisi occupazionale aggravata dalla pandemia. È necessario supportare e sostenere gli investimenti nelle aree più economicamente svantaggiate della penisola, affinché l’intero Paese possa ripartire e dimostrarsi competitivo agli occhi del resto del mondo.

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