27 giugno 1980, la strage di Ustica: la tragedia aerea che provocò 81 morti


A diversi decenni di distanza, vari aspetti della strage di Ustica non sono ancora chiariti in maniera compiuta, a partire dalla dinamica stessa.


Il 27 giugno 1980, nei cieli di Ustica, si verifica il quarto disastro aereo italiano per numero di vittime: una vera e propria strage.

Vi fu coinvolto il volo di linea IH870 della compagnia aerea Itavia, partito dall’aeroporto di Bologna-Borgo Panigale e diretto all’aeroporto di Palermo-Punta Raisi. La partenza era programmata, come da orario della compagnia Itavia, per le 18:15, ma venne posticipata di quasi due ore a causa dell’arrivo in ritardo dell’aeromobile Douglas DC-9-15 con marche I-TIGI.

Quest’ultimo perse il contatto radio con l’Area Control Center (ACC) di Roma (nominativi radio Roma Radar con frequenza 124,2 MHz e, successivamente, Roma Controllo, frequenza 128,8 MHz), responsabile del servizio di controllo del traffico aereo in quel settore e ubicato presso l’aeroporto di Roma-Ciampino, si spezzò – come venne appurato dopo lunghe analisi dei dati radar e poi con il successivo recupero del relitto dal fondo del mare – in almeno due grossi spezzoni e cadde nel mar Tirreno. Nell’incidente morirono tutti gli 81 occupanti dell’aeromobile, tra passeggeri ed equipaggio. 

A diversi decenni di distanza, vari aspetti della strage di Ustica non sono ancora chiariti in maniera compiuta, a partire dalla dinamica stessa.

Varie ipotesi sono state formulate nel corso degli anni riguardo alla natura, alla dinamica e alle cause dell’incidente: una delle più battute, e pertanto accettata con valenza in sede penale e risarcitoria, riguarda un coinvolgimento internazionale, in particolare francese, libico e statunitense, con il DC-9 che si sarebbe trovato sulla linea di fuoco di un combattimento aereo, venendo infine bersagliato per errore da un missile (lanciato nello specifico da un caccia francese o NATO con l’intenzione di colpire un MiG delle forze aeree dello Stato nordafricano).

Altre ipotesi, tuttavia meno accreditate e, alla prova dei fatti, rivelatesi inconsistenti, parlano di cedimento strutturale o di attentato terroristico (un ordigno esplosivo di cui è stata ipotizzata la collocazione a bordo in varie posizioni, per ultimo nella toilette del velivolo). Quest’ultima ipotesi appare in forte contrasto sia con la scoperta di varie parti integre della fusoliera, quali vani carrelli e bagagliaio e perfino il sedile del WC della toilette, risultato intatto, che suggerivano che non vi fosse stata alcuna esplosione interna, sia con la accertata presenza di sostanze esplosive come il T4 e il TNT compresenti su alcuni rottami e suppellettili recuperate e perciò indicativa – per la delicatezza della lavorazione congiunta delle due sostanze – di un ordigno esplosivo di fabbricazione industriale e non artigianale.

La più autorevole indicazione della causa del disastro venne nel febbraio 2007 dal Presidente emerito Francesco Cossiga, che all’epoca dell’incidente era il Presidente del Consiglio dei Ministri in carica, che riferendone all’Autorità giudiziaria attribuì la responsabilità involontaria dell’abbattimento a un missile francese «a risonanza e non a impatto», lanciato da un velivolo dell’Aéronavale decollato dalla portaerei Clemenceau, e che furono i servizi segreti italiani ad informare lui e l’allora (2007) ministro dell’Interno Giuliano Amato dell’accaduto. Il missile era destinato, nelle intenzioni del lanciatore, a un velivolo libico su cui, a detta di Cossiga, si sarebbe trovato il leader libico Gheddafi. Tesi analoga è alla base della conferma, da parte della Cassazione, della sentenza di condanna civile al risarcimento ai familiari delle vittime, irrogata contro i Ministeri di Trasporti e Difesa dal tribunale di Palermo.

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Le vittime della strage di Ustica

Andres Cinzia (24),
Andres Luigi (32),
Baiamonte Francesco (55),
Bonati Paola (16),
Bonfietti Alberto (37),
Bosco Alberto (41),
Calderone Maria Vincenza (58),
Cammarata Giuseppe (19),
Campanini Arnaldo (45),
Casdia Antonio (32),
Cappellini Antonella (57),
Cerami Giovanni (34),
Croce Maria Grazia (40),
D’Alfonso Francesca (7),
D’Alfonso Salvatore (39),
D’Alfonso Sebastiano (4),
Davì Michele (45),
De Cicco Giuseppe Calogero (28),
De Dominicis Rosa (Allieva Assistente di volo Itavia) (21)*,
De Lisi Elvira (37),
Di Natale Francesco (2),
Diodato Antonella (7),
Diodato Giuseppe (1),
Diodato Vincenzo (10),
Filippi Giacomo (47),
Fontana Enzo (Copilota Itavia) (32)*,
Fontana Vito (25),
Fullone Carmela (17),
Fullone Rosario (49),
Gallo Vito (25),
Gatti Domenico (Comandante Pilota Itavia) (44)*,
Gherardi Guelfo (59),
Greco Antonino (23),
Gruber Berta (55),
Guarano Andrea (37),
Guardì Vincenzo (26),
Guerino Giacomo (19),
Guerra Graziella (27),
Guzzo Rita (30),
Lachina Giuseppe (58),
La Rocca Gaetano (39),
Licata Paolo (71),
Liotta Maria Rosaria (24),
Lupo Francesca (17),
Lupo Giovanna (32),
Manitta Giuseppe (54),
Marchese Claudio (23),
Marfisi Daniela (10),
Marfisi Tiziana (5),
Mazzel Rita Giovanna (37),
Mazzel Erta Dora Erica (48),
Mignani Maria Assunta (30),
Molteni Annino (59),
Morici Paolo (Assistente di volo Itavia (39),
Norrito Guglielmo (37),
Ongari Lorenzo (23),
Papi Paola (39),
Parisi Alessandra (5),
Parrinello Carlo (43),
Parrinello Francesca (49),
Pelliccioni Anna Paola (44),
Pinocchio Antonella (23),
Pinocchio Giovanni (13),
Prestileo Gaetano (36),
Reina Andrea (34),
Reina Giulia (51),
Ronchini Costanzo (34),
Siracusa Marianna (61),
Speciale Maria Elena (55),
Superchi Giuliana (11),
Torres Pierantonio (32),
Tripiciano Giulia Maria Concetta (45)
Ugolini Pierpaolo (33),
Valentini Daniela (29),
Valenza Giuseppe (33),
Venturi Massimo (31),
Volanti Marco (26),
Volpe Maria (48),
Zanetti Alessandro (18),
Zanetti Emanuele (39),
Zanetti Nicola (6).

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