FASK in concerto a Catania: un live che va “Dritto al cuore”


Il concerto dei Fast Animals and Slow Kids a Catania è stata una botta di adrenalina lunga un’ora e mezza. Il live report dello spettacolo.


“Il concerto è l’unica frazione della nostra esistenza come musicisti che non è caratterizzata dal dubbio; in quell’ora e mezza torniamo a sentirci una parte del tutto ed è come se in qualche modo ci venisse regalato del tempo in più, come se quell’ora e mezza non fosse ascrivibile al resto della nostra vita”.

Non c’è modo migliore per riassumere quella che è stata l’unica tappa siciliana dell’È già domani ora Tour 2022 dei Fast Animals and Slow Kids. Il live, nell’ambito della nuova edizione di “Porte Aperte Unict”, la rassegna di eventi culturali che l’Università di Catania organizza annualmente per gli studenti e per tutta la città, ha visto la collaborazione di Puntoeacapo e ha regalato a tutti i presenti all’ex Monastero dei Benedettini di Catania un trasporto emotivo non indifferente.

Per i FASK il palco è sicuramente il luogo perfetto dove celebrare l’unione tra la loro musica e il pubblico. Il tour, inoltre, è l’occasione per la band di Aimone Romizi (voce, chitarra, percussioni), Alessio Mingoli (batteria, seconda voce), Jacopo Gigliotti (basso) e Alessandro Guercini (chitarre) per presentare dal vivo i brani dell’ultimo album “È già domani” (pubblicato da Woodworm in licenza esclusiva Believe Artist Services).

Uno stralcio di “Come un animale”

 

Il concerto dei Fask a Catania

Il live inizia quando sono appena passate le 22:00. La prima canzone in scaletta non può che essere l’ultimo singolo, Vita sperduta, che accende la miccia di un concerto che definire esplosivo sarà riduttivo.

Uno spettacolo che si concentra, ovviamente, sull’ultimo lavoro in studio – frutto di due lunghi anni di lavoro che hanno portato nuovamente i Fast Animals and Slow Kids in saletta dopo il precedente disco del 2019 “Animali notturni” – e che vede tra le tracce che esaltano maggiormente la folla Come un animale, Stupida Canzone, Lago ad alta quota e Cosa ci direbbe (brano featuring Willie Peyote e prima collaborazione nella storia del gruppo).

La rock band perugina instaura con il pubblico un rapporto intenso, con i giri del motore sempre al massimo: una grande festa dove si scherza, si beve, si balla, si suda, ma allo stesso tempo ci si racconta. Un racconto che avviente attraverso i pezzi del passato, pescati qua e là nell’oltre decennale carriera “in cui vengono accumulati sempre più ricordi, più immagini, più sensazioni e più canzoni”.

Ed è così che, intermezzate dall’ormai celebre frase “Siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia”, brani come Dritto al cuore, Coperta, Come reagire al presente, Forse non è la felicità innalzano i decibel tanto da far tremare i vetri della Corte dell’ex Monastero dei Benedettini di Catania.

L’encore, tra cui figurano anche Animali notturni e Non potrei mai, non è che il punto più alto di quel climax ascendente di emozione mista a energia che la band interscambia con il pubblico ormai carico a pallettoni e che ha un ultimo slancio per A cosa ci serve, quando Aimone si catapulta in transenna realizzando anche fisicamente quel connubio portato avanti da un’ora e mezza con tutti presenti.

I Fask sono tornati in concerto a Catania, come avevano promesso l’anno scorso, e lo hanno fatto col botto. È vero, nel 2021 – in occasione del tour acustico celebrazione del primo decennio di carriera della band – era stato bello riabbracciare Aimone & Co. a Villa Bellini dopo due anni di pandemia, ma allo stesso tempo risulta evidente come la vera dimensione dei Fast Animals and Slow Kids sia quella dell’elettrico, del sudore e dell’essere umani. E lo spettacolo andato in scena all’ex Monastero dei Benedettini di Catania ne è stata la prova tangibile.

Fask Catania fine concerto

In foto, i Fast Animals and Slow Kids, a fine concerto, che cantano Can’t Help Falling In Love di Elvis.

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