Stage minimalista ma suggestivo, il suono caldo della band e una voce che taglia l’aria: il live report del concerto di Rkomi a Catania.
Rkomi porta “Ossigeno” a Catania con il suo “Mirko nei Teatri” tour
Il Teatro Metropolitan si riempie lentamente, le luci si abbassano e in un silenzio denso di attesa compare Rkomi tra il pubblico: inizia così la tappa di “Mirko nei Teatri” a Catania, organizzata da Puntoeacapo Srl con la direzione artistica di Nuccio La Ferlita.
Nessun effetto scenico eccessivo, solo il suono caldo della band e la voce del rapper-cantautore milanese che taglia l’aria. Da subito si capisce che non sarà solo un concerto, ma un incontro intimo tra artista e pubblico: un viaggio dentro sé stesso, come aveva promesso.
Il teatro — spazio raccolto, intimo — restituisce esattamente l’intento dichiarato da Rkomi: “I teatri hanno un’anima… ogni palco racconta storie, ogni sipario custodisce segreti”. Questo si percepisce chiaramente quando l’artista sceglie di scendere in platea e cantare in mezzo al pubblico, creando una continuità fra palco e spettatori. La scenografia punta su luci soffuse, cambi di atmosfera netti e ambienti che alternano momenti stretti e carichi di tensione (anche fisica: una “gabbia” scenografica) con spazi più liberi e comunicativi.
Rkomi, al secolo Mirko Martorana, si muove tra energia e introspezione, alternando momenti di pura intensità fisica a passaggi più raccolti, in cui ogni parola pesa e risuona tra le poltrone del teatro.
Il concerto di Rkomi a Catania
Lo spettacolo si è sviluppato in due atti distinti:
Primo atto: più introspettivo, con brani tratti dal suo ultimo album Decrescendo che mostrano la volontà di raccontarsi “in maniera totale”, senza filtri;
Secondo atto: un’accelerazione emozionale, con i successi più noti che trasformano l’atmosfera in una celebrazione collettiva.
Tra i momenti memorabili: l’inizio a sorpresa tra il pubblico e la discesa nello stesso durante Dirti no, l’utilizzo della gabbia come simbolo di soppressione ma allo stesso tempo di libertà, e la chiusura a petto nudo sullo stage che ha scatenato entusiasmo e calore da parte del pubblico (molto giovane). Brani come Insuperabile, La coda del diavolo, Nuovo range, Il ritmo delle cose poi sono stati accolti con energia e hanno chiuso in decrescendo il concerto.
Rkomi dimostra ancora una volta la sua capacità di evolversi: partendo dal rap delle origini, passando per pop-cantautorato ed elettronica, vuole “mettersi in gioco in maniera totale”. Il teatro gli permette di ridurre le distanze, di puntare meno sull’effetto che sul racconto, e di mostrare una dimensione più vulnerabile e autentica. Dal vivo la band di sette elementi supporta questa visione, rendendo le tracce notevoli sia nelle versioni originali sia in arrangiamenti rivisitati per il contesto teatrale.
Il ritmo delle cose al Metropolitan
Questo live alle pendici dell’Etna ha confermato che Rkomi non è solo un artista da hit radiofoniche, ma anche un narratore che desidera instaurare un rapporto vero col suo pubblico. Il teatro, con la sua “anima”, ha offerto la cornice ideale: in fondo “quando le luci si abbassano, il teatro ascolta. e io, ogni sera, racconterò chi sono”.
Lo spettacolo ha saputo trasmettere autenticità, intimità e potenza, un mix che raramente si trova nei contesti più grandi. A Catania, il pubblico ha scandito Il ritmo della cose partecipando a un’esperienza di condivisione oltre che di ascolto trasformando comunque il Metropolitan in un vero e proprio palazzetto.
La scaletta di Rkomi a Catania
PRIMO ATTO
1. IO IN TERRA / 4Z
2. MILANO BACHATA
3. APNEA DA UN PO’
4. VORREI
5. VENT’ANNI
6. SOLLETICO
7. VISTI DALL’ALTO
8. IL RITMO DELLE COSE
9. GRAVITA’+ DOVE GLI OCCHI NON ARRIVANO
10. VUOI UNA MANO
11. DIRTI NO
12. BLU
13. APNEA
14. COSI’ PICCOLI
15. NON C’E AMORE
16. CANCELLI DI MEZZANOTTE
SECONDO ATTO
17. MAI PIU’
18. OSSIGENO
19. DIECI RAGAZZE
20. ACQUA CALDA E LIMONE
21. DIECIMILA VOCI
22. BRUTTI RICORDI
23. RIDERE DI TE
24. PARTIRE DA TE
25. INSUPERABILE
26. STO BENE AL MARE
27. LUNA PIENA
28. LA CODA DEL DIAVOLO
29. NUOVO RANGE
30. IL RITMO DELLE COSE

Edward Agrippino Margarone nasce nell’estate di Italia ’90. Cresce a Mineo dove due grandi passioni cominciano a stregarlo: lo sport e la musica. Giornalista e laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, ha coordinato diverse redazioni prima di fondare SiciliaLive. Based in Catania, il suo nome è sinonimo di concerto: se andate a un live, con ogni probabilità, lo trovate lì da qualche parte.

