La presenza del Papa a Lampedusa è un momento storico che riempie di orgoglio questa straordinaria comunità e tutta la nostra Isola.

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Papa Leone XIV è in Sicilia: visita a Lampedusa per il Pontefice

Il tanto atteso giorno è arrivato: sua Santità Papa Leone XIV è in Sicilia in visita a Lampedusa.

“Ho appena avuto l’onore e la grande emozione di accogliere in Sicilia Sua Santità Papa Leone XIV.

La sua presenza a Lampedusa è un momento storico che riempie di orgoglio questa straordinaria comunità e tutta la nostra Isola.

È un gesto di attenzione e di vicinanza che parla al cuore dei siciliani e che rende omaggio a una terra che, con generosità e senso di umanità, è stata negli anni approdo di speranza per migliaia di persone. Lampedusa è molto più di un confine: è un simbolo di accoglienza, solidarietà e dignità umana”. Lo scrive su Fb il presidente della Regione Renato Schifani.

“Oggi, con la visita del Santo Padre, questo messaggio assume una forza ancora più grande e raggiunge il mondo intero. A nome del governo regionale e di tutti i siciliani, rivolgo a Papa Leone XIV il più caloroso benvenuto nella nostra terra. La Sicilia la accoglie con affetto e gratitudine” aggiunge.

L’aereo con a bordo papa Leone è atterrato alle 8.54 nell’isola. Ad accoglierlo, oltre a Schifani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, mons. Alessandro Damiano, arcivescovo Metropolita di Agrigento, Salvatore Caccamo, prefetto di Agrigento, Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, Giuseppe Pendolino, presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Leone XIV si è poi trasferito in auto al cimitero per un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti.

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Papa Leone in Sicilia: la visita a Lampedusa

Omaggio floreale e sosta di preghiera per papa Leone sulle tombe dei migranti morti in mare nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana. A segnare le loro sepolture, delle croci ricavate dal legno delle barche naufragate.

Dopo il cimitero Prevost si è recato alla Porta d’Europa, monumento in ceramica e ferro, simbolo di ingresso dei migranti nel Vecchio continente. Qui il Papa sta salutando proprio una famiglia di migranti, ma soprattutto in modo altamente simbolico sta attraversando la porta, poggiando la mano sulla parte destra e guardando il mare dove proprio in questo momento una nave militare si scorge sul fondo. Il Papa ha quindi superato la porta. E ancora è sceso sulla scogliera da solo, il vento sposta la veste del Papa e la papalina è volata via. Il Papa si è fermato a lungo, da solo, scrutando il mare. Un invito implicito a vedere il Mediterraneo come opportunità e non solo come ‘tomba’.

Prevost poi ha scoperto e benedetto la targa intitolata a papa Francesco sul Molo Favarolo che da oggi si chiamerà molo Francesco. Quindi si è diretto verso un gruppo di 15 migranti portati dal’hotspot gestito dalla Croce Rossa e posizionato nel centro dell’isola, a cui ha stretto la mano uno per uno. 

A seguire la messa presieduta dallo stesso Pontefice che ha detto: “Non sono venuto a fare discorsi ma a celebrare l’eucarestia”.

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Articoli a cura della redazione di SiciliaLive.eu

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