Ad Acireale si celebra la grandezza di Carlo Verdone con quattro serate che vedranno anche la presenza di quest’ultimo a Villa Belvedere.

Eventi

“Quattro serate con Carlo”: ad Acireale si celebra Verdone

Entra nel vivo della programmazione la retrospettiva cinematografica incentrata su Carlo Verdone, figura di riferimento della regia, della recitazione e della sceneggiatura nazionale e internazionale. L’abbraccio caloroso di Villa Belvedere ha dato il benvenuto al maestro Verdone, accolto da una standing ovation che ha aperto la prima di “Quattro Serate con Carlo”. È stato l’inizio di un dialogo intimo in cui il regista romano, ripercorrendo oltre quarant’anni di successi, ha offerto al pubblico parole che racchiudono l’anima più autentica della sua carriera: “Ho cercato di raccontare il passare degli anni e il cambiamento della società, dei personaggi, dei tic, delle nevrosi, delle debolezze e delle fragilità. Non ho mai dato al pubblico un film uguale all’altro. Ho sempre cercato di sterzare”. Attraverso questo tema, il regista ha trasportato la platea dentro i suoi quattro decenni di cinema. Un percorso artistico in cui, pellicola dopo pellicola, Verdone ha saputo fotografare i mutamenti dell’Italia, dando vita a personaggi che incarnano perfettamente le trasformazioni, i vizi e le fragilità della nostra società. La serata inaugurale si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Roberto Barbagallo, del sindaco della Città Metropolitana Enrico Trantino, dell’on. Nicola D’Agostino, nonché del direttore artistico Mario Patanè, per poi proseguire con la presentazione della monografia Carlo, un Sacco Grande, dedicata al percorso umano e artistico di Verdone, alla presenza di Regina Orioli, Valerio Caprara, GianLorenzo Franzì, Pasquale Plastino e Giuseppe Romeo. A condurre la serata la giornalista Katia Scapellato. “Accogliere Carlo Verdone significa offrire alla città un’occasione culturale di straordinario valore. Siamo orgogliosi di ospitare un artista che ha segnato la storia del cinema italiano. Questa rassegna conferma la volontà dell’Amministrazione di investire in appuntamenti di qualità, capaci di fare della cultura uno strumento di crescita e promozione del territorio” – ha dichiarato il sindaco, Roberto Barbagallo. Regina Orioli, protagonista di Gallo Cedrone, ha riportato alla mente la magia e la tensione dei suoi esordi: “Era il mio secondo film ed ero giovanissima. Interpretare una ragazza non vedente è stata un’esperienza profondamente formativa. Essendo romana, sono cresciuta con i miei compagni di scuola che ripetevano le battute dei film di Verdone: ritrovarmi poi a lavorare con lui è stata un’emozione intensa che porto ancora oggi nel cuore”. Il regista ha poi offerto una riflessione inedita su Gallo Cedrone, il film proiettato a chiusura dell’evento, analizzandone l’impatto e il significato a quasi tre decenni dalla sua uscita: “Ho sempre pensato che Gallo Cedrone fosse un film fintamente sgangherato nella sceneggiatura e tutto, però in realtà era un film che voleva rappresentare la bipolarità di un personaggio, la mitomania. Negli anni è stato rivalutato perché nella politica, nella società e nella vita pubblica sono emersi personaggi che hanno finito quasi per superarlo”. Proprio le sequenze di Gallo Cedrone ambientate sull’Etna hanno offerto l’occasione ideale per celebrare il viscerale legame tra l’autore e la Sicilia, un territorio da lui sempre considerato una fonte inesauribile di arte, creatività e stimoli culturali: “Spero di andare ancora avanti con la mia carriera e di poter fare un altro film proprio qui in Sicilia. Non soltanto qualche scena, ma un film ambientato interamente in questa terra. Mi piacerebbe viverci per un po’, conoscerla ancora più a fondo”. Verdone ha inoltre rievocato la storica vicinanza della sua famiglia alla Sicilia, menzionando le amicizie storiche dei genitori, il profondo sodalizio con Giuseppe Tornatore e le numerose maestranze dell’isola che hanno arricchito i suoi set: “La Sicilia è terra d’arte e soprattutto è terra di grandi artisti, pittori, scrittori, registi”, citando Divorzio all’italiana, uno dei capitoli più straordinari e alti della storia della fotografia in bianco e nero nel cinema. 

Il secondo incontro ha ospitato la proiezione di Io, loro e Lara (2009). Il noto regista ha condiviso il palco con Fabio Ferzetti, Stefano Iachetti, Gian Luca Pisacane e Luca Verdone, per un talk di approfondimento dedicato a una delle sue opere più mature e intense. Nel film, Verdone interpreta Padre Carlo Mascolo, un sacerdote missionario che torna a Roma nel pieno di una profonda crisi di fede e di certezze. Il disorientamento e il bisogno di autenticità del protagonista sullo schermo ricalca il dolore reale di Verdone: la produzione del film si è intrecciata con uno dei capitoli più dolorosi della vita privata del regista, ovvero la perdita del padre Mario, celebre critico e storico del cinema. Verdone ha confessato in più occasioni la fatica emotiva di completare l’opera nel pieno del lutto, spiegando però di aver trovato una forza fondamentale nell’abbraccio e nel sostegno di tutto il cast e della produzione. Nella stessa giornata Carlo Verdone è stato ricevuto nell’Aula Consiliare dal sindaco, Roberto Barbagallo e dal presidente del Consiglio comunale, Michele Greco. Con lui il direttore artistico della Rassegna, Mario Patanè, e l’onorevole Nicola D’Agostino. Nel corso dell’incontro il maestro ha firmato il Libro d’Onore della Città di Acireale, lasciando un messaggio di affetto rivolto alla comunità acese: «Spero di ritornare per celebrare la vostra straordinaria città. Con vero affetto, Carlo». Come tributo alla tradizione artistica siciliana, il Comune ha donato a Verdone il simbolo della Città e una Testa di Moro firmata dal maestro artigiano Pulvirenti. Esprimendo gratitudine ad Acireale per l’accoglienza, l’autore ha rievocato il rapporto consolidato nel tempo con il suo pub e la profonda connessione con la terra siciliana: “Capita a noi attori che, con il passare degli anni, il pubblico si restringa. A me, invece, stranamente è successo il contrario: l’ho visto allargarsi sempre di più. Forse perché sono sempre stato molto onesto, sono sempre stato un gran lavoratore e ho cercato, in qualche modo, di sterzare, di non dare mai la stessa cosa, ma di propormi e cimentarmi sempre su temi nuovi, osservando la società che cambiava. Abbiamo fatto degli sforzi, anche rischiando con il pubblico, ma il pubblico ha risposto bene. E poi c’è la Sicilia, una regione che amo molto. Non è soltanto bellezza, mare e colori: è una terra di cultura. Da Verga a Pirandello, da Sciascia ai grandi autori che avete avuto, questa è una terra che ha espresso personaggi immensi”.
La rassegna prosegue questa sera, sabato 11 luglio, con il terzo appuntamento dedicato a Grande grosso… e Verdone (2008). Claudia Gerini, Roberto Chiesi, Pasquale Plastino e Mario Sesti interverranno dal vivo, prima della proiezione del film.
 
Articolo a cura di Rita Vinciguerra
 

Sicilia Live

Articoli a cura della redazione di SiciliaLive.eu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *