Sequestrata cava abusiva su colata dell’Etna del 1669 (VIDEO)


La cava, realizzata senza autorizzazione, era coperta da uno strato lavico alto dai 10 ai 15 metri della celebre colata dell’Etna datata 1669.


Sequestrata in contrada Montecenere-Funeria a Belpasso, una cava realizzata senza autorizzazione su un’area di circa 160.000 metri quadrati: era coperta da uno strato lavico alto dai 10 ai 15 metri della colata del 1669 dell’Etna.

Dieci ettari, hanno ricostruito i carabinieri del NOE di Catania coadiuvati dal XII Nucleo Elicotteri e dall’Arma territoriale, sono risultati “essere stati già oggetto di una precedente estrazione abusiva” e nella cava, secondo l’accusa, “continuavano ad essere condotte delle attività finalizzate all’estrazione di materiale lavico con ingenti profitti illeciti, operando senza nessuna autorizzazione e in spregio di tutte le normative di tutela ambientale, comprese anche quelle connesse alla sicurezza dei lavoratori”.

I sigilli sono stati posti all’intera area di cava, a due escavatori ed una pala gommata. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 5,1 milioni di euro.

Gli illeciti della cava

Al termine degli accertamenti la titolare della società proprietaria del fondo, una 55enne, ed il titolare della società proprietaria dei mezzi, un 51enne, entrambi di Paternò, sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura di Catania.

Gli sono state contestate violazioni di gestione illecita di rifiuti, esecuzione di attività estrattive in totale assenza di autorizzazione, omessa denuncia dell’inizio dei lavori alle competenti autorità e mancata nomina del direttore dei lavori prevista dalla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Il sequestro della cava abusiva e dei mezzi è stato convalidato dal Giudice per le indagini preliminari di Catania, su richiesta della locale Procura.


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