L’Orto Botanico di Catania riapre le porte per le Giornate Fai


L’Orto Botanico di Catania riapre le porte per le Giornate Fai di primavera: i visitatori potranno ammirare lo storico giardino etneo dopo la chiusura forzata.


L’Orto Botanico di Catania riapre nel weekend le porte ai turisti e agli amanti delle specie vegetali. Dopo la chiusura a causa delle restrizioni per la pandemia, sabato 5 e domenica 6 giugno, dalle 10 alle 18, in occasione delle “Giornate Fai di Primavera”, lo storico “giardino” etneo potrà essere nuovamente visitato.

Al suo interno i visitatori, grazie all’iniziativa finalizzata a far scoprire le bellezze del patrimonio naturalistico, storico e artistico, potranno ammirare alcune peculiari collezioni, quali le “succulente” (migliaia di esemplari per la maggior parte coltivati all’aperto), le “palme” (80 specie diverse) e le “piante autoctone siciliane” (numerose piante spontanee della flora sicula) lungo gli itinerari dell’Orto Botanico.
Il “giardino” etneo, infatti, riveste una particolare importanza in campo educativo richiamando ogni anno migliaia di studenti e visitatori, ma anche per le iniziative proposte per richiamare l’attenzione sulle problematiche di carattere ambientale e di salvaguardia ex situ delle specie in via di scomparsa.

Per partecipare all’iniziativa, 15 i posti disponibili per ogni turno di 45 minuti, occorre prenotarsi tramite il sito www.giornatefai.it.

La storia dell’Orto botanico di Catania

L’Orto Botanico, fondato il 31 luglio del 1858 grazie all’opera del monaco cassinese Francesco Tornabene Roccaforte, si estende su una superficie di 16mila metri quadrati nel “salotto” della città dell’Elefante tra via Etnea e via Antonino Longo. Le prime piante, provenienti da altri orti botanici in particolare di Svezia, Francia e Italia (Napoli e Palermo) furono collocate nel 1862. Nello stesso anno e nel 1864 l’Orto fu visitato dal Principe Umberto di Savoia che, tra l’altro, apprezzò le collezioni di cotoni e tabacchi.
Nel 1865, grazie ad un lascito del catanese Mario Coltraro all’Università, l’Orto fu ampliato e la nuova area venne destinata, come espressamente voluto dal donatore, alla coltivazione di specie della flora spontanea siciliana.

Orto botanico di Catania piante grasse


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