La Sicilia brucia, 34 incendi in tutta la regione: Musumeci invoca l’esercito


Gli incendi, favoriti dal vento e dall’alta temperatura, stanno interessando soprattutto le province di Enna, nel Troinese, Siracusa e Ragusa.


Si è riunita d’urgenza stamane l’Unità di crisi nazionale della Protezione civile, dopo la  richiesta avanzata ieri dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Al centro del confronto la difficile situazione che l’Isola sta vivendo in queste settimane a causa dell’aumento degli incendi, quasi tutti di origine dolosa, e dell’incessante caduta di cenere vulcanica sui centri etnei. Le fiamme, favorite dal vento e dall’alta temperatura, stanno interessando soprattutto le province di Enna, nel Troinese, Siracusa e Ragusa; impegnati tre canadair statali, gli otto elicotteri della Regione e tutti i reparti a terra dei vigili del fuoco, dell’Antincendio regionale e del volontariato di Protezione civile.

All’incontro, in videoconferenza,  hanno partecipato il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, il comandante nazionale dei Vigili del fuoco, Fabio Dattilo, il capo della direzione centrale della Formazione dei Vigili del fuoco, Gaetano Vallefuoco, e, per la Regione Siciliana, il governatore Musumeci, l’assessore al Territorio, Toto Cordaro, il capo  della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, il dirigente generale del Corpo forestale regionale, Giovanni Salerno.

Incendi in Sicilia: “Intervenire subito”

Tutti hanno concordato nel prevedere un’estate critica, con temperature alte che non fanno presagire certamente niente di buono. Si stanno valutando iniziative possibili per intervenire sul territorio, anche con la presenza di unità dell’Esercito nelle zone rurali particolarmente vulnerabili. Curcio intanto ha assicurato, su richiesta di Musumeci, il celere impegno della Protezione civile nell’erogare 5 milioni di euro per far fronte alle richieste dei sindaci dei Comuni colpiti dalla cenere vulcanica. 
La seduta dell’Unità di crisi nazionale ha preceduto l’incontro proprio con i primi cittadini dei Comuni etnei interessati dai disagi. Al termine si svolgerà un punto stampa, intorno alle 12.

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