41 positivi a Mineo, ma se ne temono di più: lunedì scuole restano chiuse


In sindaco fa il punto sulla situazione epidemiologica a Mineo. Si contano, ora, 41 positivi al Coronavirus nel paese natale di Luigi Capuana.


Il sindaco, Giuseppe Mistretta, comunica che sono aumentati i contagi a Mineo: adesso, siamo a quota 41 soggetti positivi al Covid-19. 

L’annuncio via social: “Oggi, nella comunità di Mineo, vengono certificati dall’Asp 41 soggetti positivi che, rispetto ai 4 prima delle festività natalizie, sono già tantissimi. Noi sappiamo, però, per via del rapporto con i medici di famiglia, col pediatra, con il laboratorio di analisi, per le telefonate e i messaggi che noi riceviamo tramite la Protezione Civile, il numero dei soggetti positivi è superiore”.

Scuole, in classe da giovedì a Mineo e in tutta la Sicilia

Al termine di un lungo confronto con tutte le rappresentanze del mondo della scuola, dell’università e della formazione, che ha visto anche l’intervento dell’assessore alla Sanità, Ruggero Razza, e del sindaco Leoluca Orlando, nel ruolo di Presidente Anci, il governo regionale, alla luce dell’aggravamento della situazione epidemiologica e per effetto delle oggettive complessità applicative delle disposizioni nazionali per la riapertura delle scuole, già rappresentate ieri a Roma dal presidente Musumeci, ha ritenuto di modificare il calendario scolastico 2021-2022, riducendone di tre giorni  la durata originariamente prevista, pur sempre nel rispetto del numero minimo di giornate scolastiche. Pertanto il rientro a scuola, inizialmente previsto per lunedì 10 gennaio, avverrà in Sicilia il successivo giovedì 13. In ogni caso, la task-force regionale sarà riconvocata per mercoledì 12 gennaio.

“Al termine della riunione della task-force per la scuola, registro la unanime posizione di rettori, dirigenti scolastici, rappresentanti sindacali e delle associazioni familiari, che ci chiedono di farci interpreti presso il governo nazionale della necessità di rivedere la attuale posizione sulla possibile scelta della didattica a distanza come strumento di accompagnamento temporaneo verso la piena didattica in presenza – dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci -. Lo abbiamo già fatto nei giorni scorsi e fino a ieri sera. Frattanto, la sensibilità che è stata evidenziata anche dai sindaci della Sicilia, non può lasciarci immobili, ma non possiamo neppure alimentare un inutile conflitto con il governo centrale che ha già annunciato di volere impugnare decisioni in contrasto con la legislazione vigente. Abbiamo adottato la soluzione più ragionevole, giuridicamente compatibile, che tiene conto della decisione di tutti: quella di utilizzare i nostri poteri di autonomia primaria sul calendario scolastico consentendo uno slittamento dell’apertura delle scuole di alcuni giorni, fino ad un massimo di cinque. Questo lasso di tempo ci permette di cogliere lo stato di andamento della pandemia e consente alle scuole e al sistema sanitario di prepararsi a realizzare gli obiettivi condivisibili posti dal governo centrale. Ringrazio gli assessori Lagalla e Razza per l’impegnativo e per il non facile lavoro delle ultime ventiquattr’ore”. 

“Ritengo che la decisione assunta oggi potrà rassicurare i sindaci e le comunità locali – spiega l’assessore Lagallanonché dare modo ai dirigenti scolastici di operare  per favorire la ripresa delle attività didattiche in presenza, se la situazione epidemiologica lo consentirà”.

Come assicurato dall’assessore Razza, il tempo disponibile potrà essere utilizzato per potenziare le  attività di monitoraggio sanitario e di vaccinazione della popolazione scolastica.

Scuola per l’infanzia

Con nota integrativa dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, sollecitata in particolare dai Comuni, e d’intesa con l’assessorato regionale alla Famiglia, viene precisato che il provvedimento di proroga delle vacanze natalizie per tre giorni nelle scuole siciliane si estende anche ai servizi educativi per l’infanzia (0-3 anni).

Alcune istituzioni private hanno comunque fatto conoscere il loro intendimento di tenere aperti i nidi e i servizi educativi della prima infanzia sotto la propria responsabilità e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid vigenti, incluso il decreto legge 1/2022.

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