Manca poco ai giorni clou delle celebrazioni agatine e, come da tradizione, le candelore sono già in giro per la città.


Sant'Agata

Le candelore di Sant’Agata: tra arte e devozione

Un crescendo di fede e spiritualità. Ma anche di odori, colori e sapori. Sono ormai pochi i giorni che separano Catania dall’incontro con la sua Sant’Agata. Passeggiando per le vie e per le piazze, anche l’occhio più distratto coglie la tipica atmosfera dei giorni che precedono la festa. E, come da tradizione, ad avere un ruolo da protagonista sono le sfavillanti candelore (dette anche cerei) che, accompagnate dalle rispettive bande, stanno regalando un tocco di luce a una città, suo malgrado ancora profondamente ferita dal ciclone Harry, attirando anche l’attenzione di curiosi e passanti.

Le Candelore quante sono?

Una domanda che può sembrare banale a devoti e cultori della festa ma che in realtà trova giustificazione nella storia recente, soprattutto degli ultimi quindici anni. Perché, se è vero che dal dopoguerra fino ai primi anni 2010 il numero cerei ha mantenuto una certa stabilità (se ne contavano undici), dal 2012 le festività agatine sono state progressivamente arricchite dall’ingresso di quattro nuove candelore che hanno portato il numero a quindici. Primo tra tutti ad entrare nei festeggiamenti è stato il Cereo Villaggio Sant’Agata nel 2012, seguito dal Cereo Mastro Artigiani nel 2013. Nel periodo post Covid è stato poi il turno del Cereo Devoti di Sant’Agata e del Cereo Luigi Maina (dedicato allo storico presidente del comitato dei festeggiamenti). Si tratta di opere di pregevole caratura artistica che vanno ulteriormente ad arricchire quello che, all’unanimità, viene riconosciuto come un patrimonio artistico di assoluto valore, spesso definito come “barocco in movimento”, seppur alcuni presentino stili differenti, come il Cereo Fiorai che spicca per il suo stile gotico-veneziano o il Cereo Pizzicagnoli che presenta uno stile liberty.

Quali sono?

Una volta fatta chiarezza sul numero, è utile effettuare un breve ripasso dei nomi delle quindici candelore, riportate fedelmente secondo l’ordine che mantengono durante le processioni del 3, 4 e 5 febbraio:

  1. Cereo Monsignor Ventimiglia, la più piccola, che apre la processione
  2. Cereo Rinoti, appartenente al quartiere di San Giuseppe La Rena
  3. Cereo Fiorai, in stile gotico-veneziano
  4. Cereo Pescivendoli, soprannominato “la bersagliera”
  5. Cereo Fruttivendoli, soprannominato “la signorina” per via della sua andatura elegante
  6. Cereo Macellai, che è anche collegato al culto di San Sebastiano
  7. Cereo Pastai, unica candelora che all’interno presenta un vero cero
  8. Cereo Pizzicagnoli, in stile Liberty
  9. Cereo Bettolieri, il più alto tra tutti
  10. Cereo Panettieri, il più pesante
  11. Cereo Villaggio Sant’Agata, appartenente all’omonimo quartiere
  12. Cereo Mastri Artigiani, appartenente alla Parrocchia Maria Santissima Assunta del quartiere Tondicello della Plaia
  13. Cereo Devoti di Sant’Agata, realizzato nel 2022
  14. Cereo Luigi Maina, in onore dello storico cerimoniere del Comune di Catania
  15. Cereo Circolo Sant’Agata, appartenente allo storico Circolo agatino e realizzato alla fine del XIX secolo per volere del cardinale Dusmet

Proprio in virtù del loro valore artistico, seppur lentamente, negli ultimi anni diverse candelore sono state oggetto di imponenti lavori di restauro. Gli interventi più recenti e strutturali hanno visto protagonisti il Cereo dei Panettieri (il più pesante tra tutti) e quello degli Ortofrutticoli.  Altra curiosità riguarda i caratteristici mazzetti di fiori  – un tempo freschi, oggi artificiali – che tradizionalmente ornano la parte superiore dei cerei, fatta eccezione per quelli dei Bettolieri (il più alto tra tutti), Panettieri, Pastai e Monsignor Ventimiglia, i quali invece presentano l’altrettanto tipica boccia in vetro. 

Dopo aver fatto visita a quartieri e attività commerciali, la mattina del 3 febbraio i quindici cerei si ritroveranno per la partecipare alla tradizionale offerta della cera alla santa patrona da piazza Stesicoro fino al Duomo, mentre il 4 e il 5 febbraio precederanno il fercolo di Sant’Agata durante le processioni del giro esterno e del giro interno. 

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