Quello dei Finley a Zafferana Etnea è stato un concerto tra nostalgia, energia e sogni che si realizzano: il report della data nel Catanese.
“Adrenalina” a Zafferana Etnea: il live dei Finley sotto il vulcano
Quando l’adrenalina del pop punk incontra il calore di un anfiteatro ai piedi dell’Etna, tutto è possibile… letteralmente! I Finley, band simbolo di un’intera generazione cresciuta tra Vans ai piedi e sogni sulle dita, hanno infiammato l’Anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea per l’unica data siciliana del loro tour estivo, inserito nel cartellone della sesta edizione del Wave Summer Music (promosso da Giuseppe Rapisarda Management) e nella rassegna Etna in Scena 2025.
Pedro, Ka, Dani e Ivan – gli stessi amici di scuola che nei primi anni 2000 hanno deciso di scrivere la colonna sonora della propria adolescenza e di quella di migliaia di ragazzi – sono saliti sul palco davanti a un pubblico multigenerazionale, tra cori all’unisono e occhi lucidi.
Il live dei Finley a Zafferana Etnea
La serata si è aperta con Sole di settembre, un inizio carico di energia che ha subito messo in chiaro le cose: stasera si torna a casa senza voce. E infatti Sirene e Adrenalina completano l’inizio esplosivo che ha messo a dura prova le corde vocali dei presenti.
Non sono poi mancati i momenti di riflessione: “Se siamo qui è perché i sogni diventano realtà – ha detto Pedro – da un garage 3×4 a tutto questo… grazie”. Durante Scegli me, nella tribuna anche una proposta di matrimonio che ha emozionato la band. Altro momento a effetto è stato quello di Domani cantata a cappella col pubblico, folla a cui Pedro ha pure rivolto il microfono per restituire quell’amore ricevuto per tutto il live. E ancora con Perdonaci, la band ha toccato corde profonde: “Ci hanno fatto crescere in un contesto difficile e ci hanno pure fatto sentire in colpa”. Parole che parlano a una generazione che ha imparato a farsi forza anche grazie a canzoni così.
Carica infinita con I miei amici, Goonies, Porno e il fantastico Medley formato da brani come Chelsea Dagger, Smells Like Teen Spirit, Seven Nation Army, All the Small Things, Rock Your Body, Tubthumping, Song 2, In the End: pezzi che hanno segnato quella generazione tanto da essere suonati da tutti i ragazzi e le ragazze nei garage all’epoca.
Poi il monito che è quasi un manifesto, Diventerai una star ascoltata e vissuta dal pubblico con pochissimi smartphone a filmare: “Bravi – hanno detto Pedro e Ka – i momenti più belli si registrano con il cuore e con la mente, non con il telefono”. E per qualche minuto, in effetti, il tempo si è davvero fermato (e tornato a circa 20 anni fa).

Il concerto si è chiuso con l’ingresso sul palco della mascotte Pogo (“cugino meno noto di Prezzemolo” scherza la band) e dopo sulle note di Tutto è possibile, il brano che nel 2006 ha segnato l’esordio di un gruppo capace di resistere al tempo e alle mode: il parterre è stato invaso pacificamente e tutti i presenti si sono ritrovati allo stesso livello dei loro beniamini. “Non vediamo l’ora di tornare in Sicilia – hanno detto prima di lasciare lo stage – ci siamo sentiti a casa dal primo momento”.
Un live intenso, tra nuova musica e grandi classici, con l’energia punk di sempre e una consapevolezza più matura. I Finley non si sono limitati a suonare: hanno raccontato, condiviso, costruito legami.
E alla fine, sotto il cielo di Zafferana, c’era una sola frase per riassumere la serata: Tutto è possibile. Sabato sera è stato davvero così.

Edward Agrippino Margarone nasce nell’estate di Italia ’90. Cresce a Mineo dove due grandi passioni cominciano a stregarlo: lo sport e la musica. Giornalista e laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, ha coordinato diverse redazioni prima di fondare SiciliaLive. Based in Catania, il suo nome è sinonimo di concerto: se andate a un live, con ogni probabilità, lo trovate lì da qualche parte.

