Nuova zona rossa in Sicilia, il sindaco: “Un contagio in ogni famiglia”


Due comuni diventano “zona rossa” in Sicilia. Lo ha deciso il presidente della Regione Nello Musumeci, per contrastare la diffusione del Coronavirus.


Un altro comune sta per diventare “zona rossa” in Sicilia: si tratta di Milena, in provincia di Caltanissetta, che conta 62 positivi nelle ultime ore, che si aggiungono agli altri 25 dei giorni prima, oltre a centinaia di persone in isolamento domiciliare. A chiederlo al governatore Nello Musumeci il sindaco Claudio Cipolla, di concerto con l’Asp di Caltanissetta.

Il Comune di Milena sarà “zona rossa” da mercoledì 23 dicembre. Lo prevede un’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

Il sindaco di Milena: “Chiesta zona rossa al Presidente della Regione Sicilia”

“La situazione è peggiorata nel giro di pochissimi giorni – ha detto il sindaco Cipolla – e i tamponi positivi sono aumentati in maniera esponenziale per cui il provvedimento si rende necessario per scongiurare il peggio. Non sappiamo da dove sia partito il focolaio e al momento stiamo lavorando con l’Asp per garantire la salute di tutti i cittadini”.

Milena, il paese del ministro Provenzano

“Il mio piccolo paese è stato colpito in questi giorni da una preoccupante impennata dei contagi – scrive il ministro per il Sud -. Ho appena chiamato il Sindaco, che ha richiesto di istituire la zona rossa e già emesso le necessarie ordinanze di chiusura, per esprimere tutta la mia vicinanza alla comunità che mi ha cresciuto. Una comunità forte e coesa, che conosce la fatica e il sacrificio, che saprà resistere e superare le difficoltà. Ora è tempo di stare a casa per contenere la diffusione del virus, per proteggere i nostri cari e le persone più fragili. Forza, Milena mia”.

Cosa significa “zona rossa”

In particolare, sarà vietato l’accesso e l’allontanamento dal territorio comunale, con mezzi pubblici o privati. Previsto, inoltre, il divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico o privato, tranne che per: comprovate esigenze di lavoro; acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità; ragioni di natura sanitaria; stato di necessità; usufruire di servizi o svolgere attività non sospese.

Stop anche alle attività didattiche e scolastiche (di ogni ordine e grado) e degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Consentito, invece, il transito, in ingresso e in uscita, dal comune, per gli operatori sanitari e socio-sanitari, per il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché esclusivamente per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, di prodotti sanitari e di beni o servizi essenziali.

Consentita l’entrata e l’uscita dal paese esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante.

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