Valerio Lundini a Catania: il suo geniale show ammalia il Metropolitan


Dicevano fosse “bello lo spettacolo” di Lundini portato in giro per l’Italia con ben 24 tappe, ma l’aggettivo corretto è geniale. Vi spieghiamo perché nel report dello show di Catania.


Ha fatto tappa al Teatro Metropolitan di Catania il tour nei bei teatri di Valerio Lundini, personaggio acclamato dalla critica e reduce dal successo in seconda serata su Rai 2 con le sue irriverenti interviste in “Una pezza di Lundini”.

Archiviati i sold out delle 24 tappe di tour estivo, Lundini arriva per la prima volta in assoluto in Sicilia – con quasi due mesi di ritardo causa Covid – e lo fa con lo spettacolo “Il mansplaining spiegato a mia figlia”, show scritto, diretto e interpretato dallo stesso artista romano.

Dopo aver convinto il grande pubblico con il suo rinnovato linguaggio di comicità televisiva e aver coinvolto nelle sue interviste nonsense da Nino Frassica a Max Pezzali, dai Maneskin a Frank Matano – e tutti gli altri che si sono prestati al gioco degli improbabili interrogatori di Valerio – il comico e presentatore porta per la prima volta sui palcoscenici dei grandi teatri italiani il suo inconfondibile stile.

“Il mansplaining spiegato a mia figlia” di Lundini a Catania

L’evento, organizzato in Sicilia da Agave Spettacoli, inizia quando sono appena scoccate le 21:20: una voce registrata invita gli spettatori a prendere posto. Fino a qui nulla di strano senonché i vari consigli e divieti elencati dagli altoparlanti diventano quantitativamente spropositati. Il giovane pubblico già ride, ma il colpo di scena è dietro l’angolo: la voce registrata finisce di parlare e dopo qualche secondo di pausa ricomincia, ma in lingua inglese. Incipit perfetto per l’arrivo on stage di Lundini – che si mette subito al pianoforte -, ma più in generale dello spettacolo che è appena iniziato in un Metropolitan pienissimo: gli sketch portano lungo la strada di un discorso, nel frattempo ti fanno perdere il filo, e si chiudono proprio dalla parte opposta. Tutto piacevolmente e maledettamente voluto, ovviamente.

Come il titolo dello spettacolo “Il mansplaining spiegato a mia figlia”: tutti pronti a riflessioni impegnate, discorsi di genere ed emancipazione della donna. Nulla di più errato. Il titolo non ha assolutamente niente a che fare con lo spettacolo: non si parla di mansplaining, ma “serviva per creare una locandina” che segni il momento storico che si sta attraversando. E in effetti il buon Lundini ha già pronte un’altra decina di titoli e locandine per i futuri live, per ogni fase della carriera, che mostra orgogliosamente al pubblico di Catania.

Le due ore di show dello stralunato comico e presentatore scivolano via tra gag improbabili, canzoni, giochi satirici di parole ed effetti speciali multimediali, il tutto presentato in maniera seria e professionale: Lundini non ride mai delle proprie battute (cosa non scontata) e scoperchia quegli stereotipi e quei vizi di forma che fanno parte della nostra quotidianità con un’abilità disarmante.

Se con “Una pezza” su Rai 2, Lundini ha portato nella televisione italiana un inedito, rinnovato e originale late night comedy, con servizi surreali lontani dai luoghi comuni, dal buonismo e dai cliché con “Il mansplaining spiegato a mia figlia” il pubblico ha avuto modo di scoprire dal vivo la versatilità ironica, sarcastica e giocosa di un nuovo fuoriclasse della risata inaspettata che vanta, lontano dalla TV, un decennio di gavetta sui più svariati palcoscenici: una gavetta che – tra le altre cose – gli ha permesso di crescere e riuscire ad accettare le critiche più disparate. Tutte meno una, quella di un tale Pierfrancesco Lanza a cui Valerio dedica il brano con il quale chiude lo spettacolo: per la serie “tutta questa importanza non te la darò mai, ma ti scrivo addirittura una canzone tizio qualunque”, limando – se ancora si può – quel già sottile confine tra reale e surreale. In una sola parola: geniale.

valerio lundini on stage catania

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