La Sicilia è “zona arancione”: cosa si può fare e cosa vieta il DPCM

Sono due le regioni d’Italia che rientrano nella “zona arancione” prevista dal DPCM: Sicilia e Puglia. Sono consentiti gli spostamenti solo per lavoro, emergenze e per accompagnare i figli a scuola. I negozi sono aperti, sospese invece le attività di bar e ristoranti.

La Sicilia è zona arancione perché “caratterizzata da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto”.

Sicilia “zona arancione”: cosa si può fare e cosa no

  • Le misure durano quindici giorni.
  • Si può entrare o uscire dalla Regione, o dal comune? No, ci si può muovere soltanto per lavoro, salute, emergenze e per accompagnare i figli a scuola. Ed è vietato spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, tranne “comprovate esigenze”.
  • Torna l’autocertificazione: il modulo va compilato con le generalità e il motivo dello spostamento.
  • Posso attraversare una Regione in fascia arancione per andare in una Regione in fascia gialla? Sì, il transito sui territori “è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni”.
  • Si possono accompagnare i figli a scuola. Sono “consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza”, se è consentita.
  • Si può fare attività motoria purché all’interno del proprio comune e all’aperto. Palestre, piscine e centri sportivi sono chiusi.
  • Il rientro a casa è sempre consentito.
  • I negozi al dettaglio sono aperti, i centri commerciali sono chiusi nei giorni festivi e prefestivi. E “sono sospese le attività dei servizi di ristorazione” come bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie.
  • Si può ordinare cibo a domicilio fino alle 22 ed è possibile comprare anche cibo da asporto, che però non si può consumare sul posto.

Leggi il testo integrale del nuovo DPCM.

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