Teatro greco Siracusa: CoeforEumenidi e Baccanti sono già un successo [FOTO]


Anche quest’anno rappresentazioni da non perdere quelle prodotte da Inda e in scena presso il Teatro greco di Siracusa. Vediamo cosa ci aspetta.


“CoeforEumenidi” di Eschilo è la prima del 2021 al Teatro greco di Siracusa

Le Coefore e le Eumenidi di Eschilo hanno aperto la 56° stagione delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa prodotta dalla Fondazione Inda. Lo spettacolo con la regia di Davide Livermore ha conquistato il pubblico tornato a godersi dal vivo il Teatro greco che quest’anno potrà ospitare fino a un massimo di 3.000 persone.

Dopo 10 anni Oreste torna ad Argo ed è ormai un uomo deciso a vendicare l’omicidio del padre Agamennone, col benestare di Apollo. Livermore trasposta la tragedia negli anni 30-40: anni che cadono a fagiolo perché bui, senza giustizia, senza perdono. Ne “Le Eumenidi” il tema è quello della giustizia “inquinata”, si tratta infatti del primo processo penale della storia dell’umanità che manderà assolto un assassino matricida.

Per quanto concerne la messa in scena, tutto il cast è eccelso, compreso i cantanti, i musicisti e le guardie. Su tutti spiccano il sorprendente Oreste di Giuseppe Sartori, la toccante Elettra di Anna Della Rosa, Clitennestra sopra le righe di Laura Marinoni e Stefano Santospago che fa di Egisto un gangster in smoking, pronto ad abusare e a sparare chiunque abbia a tiro.

A seguire la rappresentazione del testo di Eschilo anche Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, Marta Cartabia, ministro della Giustizia, Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso,

Applausi a scena aperta per “Le Baccanti” moderne di Euripide

“Todos somos Baco”, siamo tutti Dioniso. Con questo striscione va in scena la rappresentazione in chiave moderna di “Baccanti”, dove quest’ultime sono rappresentate da ragazze dei giorni nostri per volere del regista catalano Carlus Padrissa. Lo stesso Padrissa ha scritto che l’idea delle Baccanti contemporanee nasce dalla protesta di migliaia di donne messicane che manifestavano contro il patriarcato e i suoi abusi. Ed ecco allora la musica rap e tre gruppi di baccanti che fanno caciara per mezzo anche di tamburelli: sulle rocce, in platea, e in aria a 30 metri d’altezza, aggrappate a una gru con tantissimi fili d’acciaio, danno vita a delle vere e proprie sculture viventi.

Insomma, una rappresentazione riuscitissima che fa danzare le donne invasate dal dio, sopra la testa di Penteo, re che segue pedissequamente il mito dell’armonia e della proporzione matematica e che si oppone a DionisA (emblema del disordine, dell’anarchia e dell’ebbrezza).

Non vi sarà sfuggita la “A” che, ovviamente, non è messa a caso: non è la prima volta che il ruolo di Dioniso viene affidato a una donna, ma questo è uno dei più convincenti grazie alla performance superba di Lucia Carmela Lavia. Da segnalare anche l’esibizione di Penteo, Ivan Graziano, prima sedotto, poi annientato dalle forze oscure del dio, o meglio della dea.

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